Io, morto per dovere – Libri per la Legalità

I libri per veicolare conoscenza e legalità. Perché la cultura è uno degli antidoti più efficaci contro le mafie e le sue distorsioni. Questo è il senso di una nuova rubrica ‘Libri per la legalità’ in cui periodicamente vi proporrò la lettura di alcuni testi, anche attraverso le parole degli autori.

Storie e vite di uomini e donne normali divenute eccezionali, il racconto di una scelta e di un impegno per la legalità che spesso hanno segnato un pezzo di storia italiana, cambiandola.
E’ il caso di Roberto Mancini, un poliziotto che ebbe il merito di indagare per primo sulla Terra dei Fuochi. Un’indagine iniziata nel lontano 1996 e contenuta in un’informativa che per anni rimase chiusa in un cassetto, perché scomoda e, come Mancini disse poco prima di morire, “Voglio credere che allora non fossero ancora maturi i tempi”. La storia di questo poliziotto, morto per aver indagato e toccato con mano le terre inquinate dai rifiuti, è raccontata e documentata in “Io, morto per dovere”, edito da Chiare Lettere, scritto a quattro mani da Luca Ferrari e Nello Trocchia con il contributo insostituibile della moglie di Roberto Mancini, Monika Dobrowolska.

La storia di questo poliziotto caparbio della Criminalpol si intreccia con quella di un personaggio che verrà considerato “l’inventore dell’ecomafia”, Cipriano Chianese. “Un soggetto che avvelena la terra dove vivono e vivranno i suoi figli e nipoti” spiega Nello Trocchia, “Il cosiddetto tavolino a tre gambe, imprenditore politico e camorrista, non si sa se è camorrista perché non è stato ancora condannato. Di certo è imprenditore e avvocato, ancora iscritto all’albo, ed è stato anche politico”. Il processo che lo vede indagato, grazie alla riapertura dell’informativa da parte del pm Alessandro Milita della Dda di Napoli, è ancora in corso ed è l’emblema della diffidenza e delle difficoltà che per anni circondarono il lavoro di Mancini e dei suoi uomini. “Questi protagonisti che Roberto Mancini e la sua squadra mettono in fila in quell’informativa riconsegnano la responsabilità alla camorra” aggiunge Nello Trocchia “Un sistema in cui ci sono famiglie imprenditoriali che hanno fatto affari, e c’era una difficoltà enorme a individuare questo soggetto (Cipriano Chianese, ndr).” Anche perché tra il 2001 e il 2003 Cipriano Chianese è diventato anche il principale interlocutore del Commissariato di Governo per le emergenze dei rifiuti in Campania. “Un processo che sta durando tempi immemori. Chianese ha ricevuto da tempo le misure di prevenzione ma non è stato condannato” commenta il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, “E’ come se quando la giustizia deve occuparsi di certi soggetti cambia velocità”.

Un’informativa, spiegata nei dettagli nel libro, frutto del lavoro di un poliziotto ‘di sinistra’, che è il volto di quella polizia di prossimità che “si confronta con i problemi delle persone con l’autorevolezza della divisa” chiosa Cantone parlando del poliziotto Mancini.
Ma anche l’uomo/Roberto Mancini, che emerge dai dialoghi che animano i capitoli, è indissolubilmente legato alla sua scelta professionale, fatta di coraggio e responsabilità. “Mancini l’ultimo periodo della sua vita stava in ospedale, e io lo sentivo” racconta Luca Ferrari “Lui stava scrivendo il preliminare di informativa per il pm Alessandro Milita e si era portato le carte anche in ospedale. Lui voleva continuare fino alla fine, lui non si è voluto arrendere fino in fondo”.

Un impegno e un senso del dovere, quello di Mancini e della decina di uomini che lo hanno affiancato, che prosegue. Nelle aule dei tribunali, tra i cittadini della Terra dei Fuochi e nell’impegno ereditato da Monika Dobrowolska che a poco più di un mese dalla scomparsa del marito Roberto Mancini, il 30 aprile 2014, in una conferenza esortava: “Non abbandoniamo la Terra dei Fuochi. Come è stato a Cernobyl. Non permettiamo alla mafia di decidere”.

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4 Pensieri su &Idquo;Io, morto per dovere – Libri per la Legalità

  1. Libro molto interessante ,scritto senza falsi veli, da un addetto ai lavori, che è auspicabile serva ad altri addetti come esempio e stimolo.
    Questo è il solo modo per rendere omaggio a chi ha voluto essere
    coerente con il proprio onore e senso del dovere .
    Perchè : ” A che serve essere vivi se non si ha il coraggio di lottare” .

  2. Bellissima idea quella di combattere la malavita con la cultura e di cui si sente la necesstà di combattere l’ignoranza in generale. Il libro è molto interessante e merita sicuramente la recensione e l’invito alla lettura.

    • Grazie delle parole, Daniele. Leggere un libro a volte aiuta a comprendere la realtà più del leggere articoli sui giornali, per questo l’invito alla lettura. A rileggerci con altri suggerimenti.

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