La seconda estate calda degli esodati

Sono spariti dai canali dell’informazione, dai programmi di governo e, quasi del tutto, dai dibattiti da marciapiede. Eppure negli ultimi tre anni la lista degli esodati non ha smesso di allungarsi. Per versare a questi pensionati precari la meritata retribuzione, nelle ultime settimane si è consumata l’ultima guerra tra poveri, a distanza. Quella tra esodati e pensionati, costretti a confrontarsi con l’eterna coperta corta del governo. Una coperta logora, finita in brandelli dopo l’ultima esternazione del ministro del lavoro Poletti che si era dichiarato favorevole all’introduzione di un prelievo dalle pensioni a favore dei futuri esodati. Ma dopo il polverone, è riapparso il deserto. Nessun intervento decisivo, nessuna sicurezza per chi approderà in questa categoria invisibile. La precarietà, in Italia, non ha età. Me ne ha parlato mesi fa un esodato, uno dei tanti over-precari che non molla. Un’altra storia da (ri)leggere…

 

Inizialmente dovevano essere 65mila, ma recenti stime parlano di 350mila persone. Un censimento impreciso sulla popolazione degli esodati italiani, che si è tradotto in una disorganica attenzione al problema.

Pur essendo stati definiti “un’urgenza sociale” dal premier Enrico Letta, questi ex lavoratori continuano da oltre un anno a vivere in uno scomodo limbo tra chiari e scuri. Secondo i dati INPS, a fronte di 130mila salvaguardati solo poco più di 11mila hanno iniziato a percepire la pensione, con l’erogazione di 4mila assegni avvenuta soltanto negli ultimi tre mesi. A questi precari over 50, troppo giovani per la pensione (secondo le soglie di età della riforma delle pensioni Fornero 2011) e troppo anziani per trovare un lavoro, si aggiungono altri 200mila per i quali è necessario reperire ancora nuove risorse.

“Finora i parlamentari della commissione lavoro si stanno muovendo con le prime deroghe e con tre disegni di leggi presentati, ma non sono arrivati segnali chiari e univoci dal governo – spiega Emilio De Martino, del comitato esodati romani – Al momento ci sono persone che ad esempio avrebbero dovuto prendere la pensione a luglio di quest’anno, e che per una serie di paletti posti dalla Fornero ancora non la prendono e devono fare domanda. Sono persone che non vedranno una lira prima di febbraio-marzo 2014”. E aggiunge: “Alcuni decreti applicativi previsti dal ministro Fornero prevedevano che, per avere la pensione, bisognava non aver lavorato: questo significa che ci sono persone che hanno lavorato in regola anche solo un giorno e a cui non spetta la pensione, e altri che hanno lavorato magari in nero che prendono la pensione!”.

Con la mobilità e gli incentivi agli sgoccioli, questi esuli del lavoro vivono nell’incertezza del futuro. Una condizione che rischia di tradursi in indigenza per un’intera fascia di popolazione, quella dei 55/64enni. La stessa per cui le stime parlano di povertà quasi raddoppiata.

Anche il termine del 31 agosto, fissato dal governo per la soluzione alla questione esodati, va ancora confermato. Soprattutto nei risultati. “A settembre torneremo con delle iniziative davanti a Montecitorio, per chiedere cosa vuole fare il governo. Zitti non staremo, finché non porteremo a casa il risultato” conclude Emilio De Martino, esodato dal lavoro e cittadino per diritti.

 

da “La Discussione.com” – agosto 2013

 

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Un pensiero su &Idquo;La seconda estate calda degli esodati

  1. Si riuscira’ a risolvere il problema? Ma si vuole veramente risolverlo ? Questo e’ il dilemma .Ma e’ giusto parlarne per non fare cadere nell’oblio la terribile situazione degli esodati!

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