FIOCCO-VIOLENZA-DONNE

L’orrore e la paura del mostro

“Il fratello consegnerà a morte il fratello, il padre il figlio, e i figli si leveranno contro i genitori e li uccideranno”. Mi sono ricordata di queste drammatiche parole del Vangelo di Marco leggendo la notizia dell’omicidio di una giovane donna di 38 anni e dei suoi due figli di 5 anni e 20 mesi a Motta Visconti per mano del marito/padre. L’orrore come meno te lo aspetti. Quello di un uomo che uccide la moglie, sgozzandola con un coltello, perché invaghito di una collega. Un ennesimo “ominicchio”, come lo chiamerebbe forse Sciascia, che diventa assassino perché questo gli restituisce il controllo della situazione e della sua vita. Quello di un individuo che diventa un mostro, quando non ferma la sua mano armata neanche di fronte alla vita innocente dei suoi figli. Una condizione in cui anche la razza animale, considerata inferiore, in questi casi ci supera: la difesa dei cuccioli. Quell’orrore che fa anche pensare che mentre andava in onda il match della Nazionale italiana di calcio si era appena consumato un atroce delitto, e che la follia del mostro si placava guardando la partita dei Mondiali. E c’è anche un altro orrore, che si ripete puntualmente in questi omicidi efferati della normalità: quello dei vicini di casa, degli amici della famiglia. O addirittura degli stessi parenti dell’omicida o delle vittime. “Era una persona normalissima”, commentano in tanti. Qui l’orrore è forse più subdolo, perché si insinua nelle pieghe dell’indifferenza. Di quell’indifferenza che miete quotidianamente morti e feriti, e che si consuma in strada, nei condomini (ormai utili solo a sfogare la rabbia repressa nelle riunioni condominiali, unici veri momenti di incontro tra i condomini), e spesso anche tra amici e parenti. Aggiungo una considerazione personale: è necessario forse diventare più attenti verso chi abbiamo accanto, sentendoci parte della comunità in cui viviamo. Questo è un nostro dovere, che può salvarci dalla paura di un nuovo mostro. E se la giustizia divina è pronta ad intervenire, come preannunciato dal Vangelo di Marco, aspettiamo intanto l’esito di quella terrena. Perché una sentenza giusta è l’unico strumento per scacciare via i demoni della paura e quelli dell’indifferenza. E far riposare in pace, si spera, le vittime della brutalità.

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4 Pensieri su &Idquo;L’orrore e la paura del mostro

  1. Un avvenimento agghiacciante consumato nella assoluta normalità di ogni giorno.
    Bisognerebbe puntare sempre la “Lente” su avvenimenti del genere che passano solo come attimi di follia ma che sono il sintomo di una società indifferente e distaccata.

  2. La mia prima reazione è un rinnovato desiderio di leggere la banalità del male della Arendt. Condivido l’analisi della nostra società “liquida” sempre più indifferente e cinica, ma nel contempo non me la sento di condannare i vicini. E’ difficile immaginare le tragedie famigliari, data la superficiale conoscenza che abbiamo gli uni degi altri. Anche per esperienze passate che sarebbe troppo lungo spiegare, non posso biasimare persone con cui condivido la limitatezza della condizione umana. Quanto all’ennesimo fatto di annientamento della propria famiglia da parte di un uomo, qualunque sia il motivo, rimango senza parole.

    • Grazie intanto del contributo. Il paragone con il saggio della Arendt è più che appropriato, facendo un possibile parallelismo con il nuovo Male dei tempi moderni: quello di uomini incapaci di gestire al meglio la propria vita rispettando la vita di chi gli sta accanto. Quanto ai vicini, stupisce la risposta automatica che tutti sono pronti a pronunciare in casi simili. Sintomo, forse, di un’indifferenza fin troppo radicata. C’è da augurarsi che almeno la giustizia non si lasci confondere da questa “(a)normalità”, accettando la richiesta della difesa di vizio parziale di mente.

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